Questo è un libro di fantasmi: il fantasma dell’equilibrio nella vita, quello della malattia mentale, quello dell’illusione di un nuovo equilibrio, di un nuovo inizio che non si trasformi in un eterno ritorno al passato. Carrère voleva scrivere un arguto libretto sullo Yoga che pratica, insieme alla meditazione e al Tai chi, da trent’anni, ha scritto invece una lunga e, a tratti straziante, confessione, un diario pubblico in cui mette a nudo se stesso, i suoi sentimenti, i suoi disturbi psichici, senza pudori o reticenze, offrendoci uno scorcio della sua anima tormentata.

L’inizio scanzonato e, tutto sommato, leggero non tragga in inganno: la parte centrale del libro, quella che riguarda il periodo trascorso in un centro di igiene mentale dove a causa del suo disturbo bipolare viene sottoposto a quattordici sedute di elettroshock (sì, lo si usa ancora, con un altro nome) è terribile, sia per i fatti raccontati sia perché “sentiamo” la sua angoscia, il suo terrore e il bisogno di esorcizzarlo mettendolo per iscritto, sia perchè addormenta l’ombra che si porta dentro ma non la cancella.

La possibilità di un nuovo inzio arriva quando, su un’isola greca, diventata un centro di accoglienza per rifugiati, l’autore si confronta con le storie atroci di tre ragazzi e capisce che la condivisione del dolore è già un modo per cominciare a superarlo. Si tratta della parte del libro meno convincente, anche se scritta splendidamente, perché qui, come confessa qualche pagina dopo,la finzione letteraria è più evidente, per motivi di opportunità e tutela della privacy.

In mezzo, considerazioni sull’amore, sullo Yoga, sulla meditazione, sul sesso, sulla vita, sulla letteratura, mai banali, mai superficiali, sempre capaci di suscitare riflessioni e di spingerci a guardarci dentro.

Carrère ha la capacità, che è solo dei grandi scrittori, di universalizzare il proprio dolore, di diventare uno specchio delle nostre angosce, un riflesso dei nostri fantasmi e di portarci per mano verso un sorriso di speranza.

Un libro straordinario di uno scrittore straordinario.

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