Il porto dei destini incrociati di Bjorn larsson

Un paio d’anni fa ho avuto modo di partecipare a un incontro con l’autore e ne sono rimasto folgorato: colto, simpatico, affascinante, lo sguardo di Larsson ha dentro il mare, su cui vivce veleggiando con la sua barca e la profondità di chi riesce a vedere oltre il velo delle cose.

Romanzo simbolico questo, quattro personaggi in cerca di un senso, quattro porti, luoghi di approdo ma anche di partenza, un personaggio, Marcel, che fa trait d’union e che sembre osservare da fuori le vite degli altri.

Come sempre in Larsson, c’è un protagonista in sottofondo, il mare, una tentazione irresistibile di libertà.

Sono soli, i protagonisti del libro, diversamente soli ma soli e cercano, ognuno a suo modo, la fuga da questa solitudine, archiviando storie, usando le pietre preziose come parametro del mondo, provando a alsciare tracce sui computer del mondo, trascorrendo una vita in attersa in un caffè dell’angiporto.

L’incontro con Marcel, vero deus ex machina della storia, o forse un trickster della tradizione scandinava, li spingerà ad alzare le vele, come lo scoprirete leggendo.

Libro misterico, carico di simboli e di significati nascosti eppure godibilissimo, sotteso da quella sottilissima ironia sempre presente nell’autore e da un vento quasi impercettibile di poesia.

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