La città era una vecchia signora velata che non voleva mostrare le proprie rughe e le nascondeva dietro quella nebbia caliginosa, impalpabile, sottile. Dalla finestra osservava il panorama quotidiano che lo circondava colorarsi di nuove sfumature, diventando via via magico e inquietante. Avrebbe potuto osservare quell’inconsueto spettacolo per ore, in attesa che gli suggerisse un’idea, uno spunto per dargli corpo e vita sulla pagina scritta. Ormai sapeva che scrivere significava accendere per un istante una luce fugace sulle segrete connessioni tra le cose del mondo, andare oltre la loro materialità e sfiorare la loro anima mettendo a nudo la propria. Era un gioco in cui non si poteva barare e la posta poteva essere molto alta. Quali segreti, quali risposte conteneva quella caligine, cosa significava quel paesaggio straniante e straniato, chi si nascondeva dietro la sua ombra?

La ragazza camminava per strada con il passo sicuro di chi ha vent’anni e tutto il tempo dalla sua parte. Indossava, sotto un trench leggero, una gonna corta che metteva in mostra le gambe snelle, fasciate da calze nere, che terminavano sulle punte dei tacchi a spillo,lunghi capelli neri le ricadevano sulle spalle, liberi. Dove andava, chi avrebbe incontrato, cosa cercava nella nebbia? Si fermò un istante, proprio sotto il suo balcone ed ebbe la netta impressione che lo fissasse per un lungo istante, prima di riprendere il suo cammino. Il desiderio lo colse inaspettato e impetuoso, come un’onda di piena. Pensò alla ragazza, a come sarebbe stato farla accomodare in salotto, offrirle da bere, chiederle se conosceva i suoi libri, guardarla negli occhi inebriandosi del suo profumo e poi fissare le sue gambe là dove le cosce si nascondevano sotto la gonna. Come sarebbe stato bello far l’amore con lei, indugiare con le labbra sul suo corpo morbido e sentire che il sapore della sua pelle che sapeva di seta e latte. Aveva trovato quello che cercava, la caligo gli aveva sussurrato il suo segreto. Si sedette al computer e cominciò a scrivere. Quando si fermò il racconto era terminato, una storia di tenue e garbato erotismo, colorata con una pennellata di malinconia e un senso di vuoto. Dopo aver fatto l’amore con lei, scoprivano di non avere nulla da dirsi, che quello era stato l’incontro di due solitudini, due anime tormentate che per un attimo avevano trovato quiete nella nebbia. Salvò il file e tornò alla finestra, in attesa di altre scoperte, in attesa di quella strana forma di vita che qualcuno chiamava ispirazione.

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