E’ in vendita da ieri il mio nuovo libro, anche questo pubblicato con Amazon perché, come il precedente, nasce dalla necessità di raccogliere le idee su quanto sta accadendo attorno a noi da un anno a questa parte e ipotizzare i possibili sviluppi futuri usando lo strumento della distopia.

Ho molto riflettuto, negli ultimi tempi, sugli scritti di Giorgio Agamben, Gunther Anders e altri, sul rapporto tra Scienza e potere, legge e libertà. Queste riflessioni compaiono, a tratti, nel libro che, per certi versi, continua la storia del Granello di sabbia, anche se i protagonisti del libro precedente appaiono giusto per un paio di capitoli.

Il Granello raccontava la riconquista della memoria e della coscienza di un uomo diventato involontario artefice e vittima di un regime totalitario, Il sorriso del lupo è (anche) un romanzo di formazione che ha come protagonista il figlio di quell’uomo, una bambino e poi un ragazzo, educato da due uomini profondamente diversi che gli propongono visioni della vita radicamente opposte.

Il mondo in cui vive non è esattamente quello per cui i suoi genitori avevano lottato e vinto e la sua resilienza, l’apparente passività con cui accetta quello che la vita gli offre, nasce dall’incapacità di afferrare completamente una realtà che, nel corso della narrazione, cambia drammaticamente.

Ismaele, questo è il nome assolutamente non casuale del ragazzo, rappresenta il nostro smarrimento di fronte a una realtà liquida, a un senso comune ormai affidato ai social che non esita a far cadere nella polvere chi ieri era sugli altari, mentre il potere, che non ha un nome, forse per questo appare ancora più pericoloso, continua a esercitare un controllo ferreo sulle libertà personali quale non si vedeva dai tempi del fascismo, spalleggiato da media sempre più orwelliani.

La domanda che dobbiamo porci e che si pone anche Ismaele, un pò Jim Hawkins e un po’ Holden Caulfield, si parva licet, è: è giusto limitare le libertà individuali per la tutela della salute pubblica? Non si corre il rischio che, in seguito, qualcuno possa usare una paura meno giustificata dalle circostanze per continuare su questa strada?

Il libro è ancorato al presente ma guarda al futuro con preoccupazione, senza dimenticare che ci sono altri problemi drammatici, come l’emergenza climatica e ambientale, che sono stati momentaneamente accantonati e non compaiono nelle agende politiche.

Mi piacerebbe che il prossimo articolo riportasse le recensioni dei lettori, che chi ritenga opportuno spendere una parte del proprio tempo a leggere quello che ho scritto, mi dica cosa ne pensa nel bene e nel male, e, se ha gradito la lettura, attivi quel passaparola che è linfa vitale per gli autori indipendenti come il sottoscritto.

Ho scritto il libro sperando venga letto anche dai più giovani, il nostro futuro, nella speranza di riuscire ad essere un piccolo, buon maestro.

P.s. Il titolo non è solo una metafora: il lupo c’è davvero.

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